ORFANI DI STEVE. COME FAREMO?

Mi accorgo che non sarà facile continuare a scrivere la storia di Apple e di Data Port che sta a cavallo tra gli anni ’80 e percorre quasi tutto il decennio dei ’90.

Per farlo cercherò di essere molto schematico, anche se a scapito del racconto, per poter fissare meglio eventi e date importanti nonché personaggi che val la pena ricordare.

Prima però voglio fare un passo indietro, alla visita di Steve Jobs in Italia del 1984, per raccontare un fatto curioso segnalatomi dal vecchio amico Roberto Poggio con il quale abbiamo chiuso il capitolo precedente. Come ricordato Steve venne in Italia ad incontrare alcuni Rivenditori, ma, nella stessa occasione, ebbe anche un incontro riservato con il top della dirigenza Apple, nella Sede di Reggio Emilia. Alle 21,30, terminata la riunione, a Steve venne una brillante idea:

La magnifica vista di Piazza San Marco a Venezia dalle finestre dell’ Harrys Bar.

“perché non andiamo a farci una spaghettata a Venezia all’ Harrys Bar?”

Panico tra i presenti!

1 – Si dovevano cercare i piloti del Lear Jet che era stato utilizzato per giungere in Italia:
San Francisco >
Londra >
Parigi >
Parma >
e da Parma a Reggio Emilia in limousine.

2 – Predisposizione del piano di volo, già depositato, ricercando il caposcalo a casa sua; a Parma non ci doveva essere un granché di traffico e l’ aeroporto di notte sta chiuso!

3 – Telefonato all’ Harrys Bar, che stava per chiudere, annunciando l’arrivo di lì ad un’ora e dicendo di aspettare.

4 – Con alcune automobili dei presenti guida veloce verso l’aeroporto di Parma. Nel frattempo l’aereo aveva fatto carburante, con la gioia dell’addetto al camion-cisterna che era stato tirato giù dal letto; per regolamento gli aerei non possono sostare sul piazzale con il “pieno” di carburante sino al giorno della partenza (che avrebbe dovuto essere l’indomani!).

5 – Decollo per Venezia dove all’arrivo erano stati fatti trovare un paio di motoscafi incaricati di portare la “truppa Apple” al prestigioso Ristorante. Sempre la “fonte ben informata”, in quanto presente, ci riferisce:

  • spaghetto: un po’ tanto “al dente” = crudo!
  • condimento: senza sapore (buono per i Clienti americani…)
  • vino: fantastico!
  • conto: meglio non ricordarlo!

Ho voluto citare questo aneddoto su Steve Jobs perché per qualche capitolo non avremo occasione di parlare di lui e per cercare di capire meglio il personaggio.

Ma se avrete la pazienza di continuare a leggerci, aspettando il suo ritorno, ne avremo di occasioni per conoscerlo meglio.

Come anticipato all’inizio del capitolo ecco un po’ di date per meglio collocarci nel tempo:

– Siamo nell’anno 1985
Il 17 Settembre Steve Jobs rassegna le dimissioni da Apple, e starà fuori da Apple per 12 anni fino al 1997.
John Sculley resta CEO di Apple, ed uscirà dall’azienda 8 anni dopo, nel 1993.

Molto ambite le felpe Apple di 20 anni orsono; e…. non invecchiano mai! l’azzurra con il cappuccio…

Da noi invece nel 1985:

  • Data Port diventa Rivenditore Apple Education tra i primi in Italia, con la neonata Informatica Universitaria Pisana ed un nuovo punto vendita in Pisa città.
  • Apple Italia è guidata da Sergio Nanni.
  • Apple ha in Italia la Sede di Milano, la filiale di Roma ed il magazzino centrale e l’assistenza tecnica a Reggio Emilia.

Nei prossimi capitoli parleremo di Data Port e dei prodotti Apple che han visto la luce in questi dodici anni.

….e la classica con la mela a strisce.

Come avremo occasione di ricordare sono stati anni difficili per Apple.
In certi momenti Apple si è ritrovata sull’orlo del fallimento. Molti analisti l’avevano data per spacciata. La supremazia del PC, grazie alla diffusione del Sistema Operativo di Microsoft, era schiacciante (97 a 3).
A fine trimestre i responsabili commerciali di Apple Italia “imploravano” gli ordini da noi Rivenditori, per potersi almeno avvicinare ai target sempre più difficilmente raggiungibili.

E noi di Data Port ci siamo sempre stati; abbiamo sempre continuato a credere a quello che sembrava un progetto “folle”.
Anzi, quanto più Apple “soffriva”, tanto più Data Port cresceva e si affermava nella propria Regione.
Grazie ad Apple, che aveva bisogno di Rivenditori dedicati e ben radicati sul territorio, Data Port assumeva personale, che poi andava a specializzare, apriva punti vendita in Toscana, (Bientina – Pisa – Firenze – Siena – Viareggio), aumentava fatturato e profitti.

Per quanto mi riguarda, forse anché perché sono stati gli anni nei quali personalmente ho vissuto i miei da 35 a 47, gli anni senza Steve sono stati senza dubbio:

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

Nessuno vuole togliere i meriti a Steve Jobs; la APPLE è JOBS, lo è sempre stata forse anche negli anni in cui Steve ne è stato fuori.
Jobs non avrà mai cessato di pensare ad Apple anche quando creava NEXT o acquistava la maggioranza di PIXAR o quando pensava di ritirarsi in un paesino del sud della Francia e certamente noi tutti non lo abbiamo mai dimenticato e forse lo abbiamo atteso in questi 12 anni come il Messia!

Tuttavia credo che non siano stati dati i giusti meriti alla persona che fu responsabile della “cacciata” di Jobs nel 1985 e sto parlando di John Sculley.

Nel precedente capitolo avevamo già visto in che modo Sculley era approdato alla Apple dopo aver lasciato la Pepsi, ed ora si ritrovava “da solo” alla guida dell’ Azienda numero uno al mondo tra i produttori di Personal Computer.

Non dovevano essere anni facili, soprattutto quando ti trovi circondato da tutto il resto del mondo; quando tutti dicono DOS e WINDOWS e te insisti: MAC OS. Devi fare scelte, che magari poi risulteranno sbagliate, me le devi fare.

Anche se sei convinto di essere il migliore, e lo sei, non puoi fare a meno di guardarti le spalle dai tuoi concorrenti “inferiori”; non puoi non ricercare in ogni caso un “dialogo” con le altre aziende del settore. Sono certo che sarebbe stata un’impresa impossibile per qualsiasi Manager dell’epoca.

Alcuni grossi meriti, a mio avviso, di Sculley:

1. aver puntato sul settore EDUCAZIONALE, aver favorito la diffusione di Macintosh nelle Scuole, nelle Università, nei Centri di Ricerca.
Ed era lì che bisognava insistere, e perché oggi no?!
Era in quegli ambienti che veniva percepita la superiorità di Apple, mentre le Aziende, per opportunità, e la massa degli individui, per comodità intellettuale, sempre in numero crescente venivano attratte dalla sfera WINTEL.

2. aver contribuito allo sviluppo di nuovi Sistemi Operativi, la vera differenza di Apple, il software. E’ proprio in questi anni che, con il nome in codice Pink, Apple inizia a sviluppare software che sarà poi alla base dei moderni Sistemi Operativi.

Esempio dei tre blocchi colorati consegnati agli Ingegneri di Apple. Il blocco ROSA dette poi il nome in codice, PINK, al sistema operativo.

Una curiosità sul nome in codice Pink.
A tutti gli Ingegneri della divisione sviluppo vennero dati dei blocchi di tre colori diversi, rosso, rosa e blu.
Nei blocchi rossi si dovevano prendere appunti su argomenti che avrebbero dovuto essere sviluppati in anni futuri ma molto in avanti.
Nei blocchi rosa, da qui il nome in codice, si doveva disegnare il Sistema Operativo per un futuro immediato.
Nei blocchi blu le proposte di aggiornamento del sistema operativo attuale.

3. aver capito che i nuovi sistemi operativi avrebbero richiesto processori sempre più potenti e quindi aver ricercato l’alleanza con IBM e MOTOROLA per lo sviluppo dei processori Power PC.

4. aver mantenuto Apple sempre indipendente, pur ricercando la “compatibilità” con l’ altro mondo.
Spesso diceva nelle varie interviste:
“Sarebbe facile per noi uscire con un prodotto IBM-Compatibile, metterci sopra il logo Apple e vendere così milioni di computers Apple. I guadagni crescerebbero, le azioni salirebbero, gli azionisti sarebbero felici, ma noi pensiamo che questo sarebbe molto sbagliato”.

5. aver “inventato” il termine PDA, parlando di Apple Newton, il primo computer palmare presentato da Apple certamente in largo anticipo sui tempi ed antesignano di iPhone e di iPad di oltre 15 anni.

Il grosso errore di Apple dell’era Sculley invece è stato quello di aver suddiviso il mercato in tanti sottomercati, e ogni sottomercato in tanti segmenti da coprire ognuno con modelli diversi di Macintosh.
Questa visione del mercato ha prodotto un’esplosione di modelli, ma tutti con caratteristiche quasi identiche, anzi esistevano modelli che di diverso avevano solo il nome. Questa strategia di mercato si è rivelata in seguito fallimentare poiché aumentava in modo significativo i costi, senza apportare reali vantaggi, costringeva a produrre fino a 4 case diversi quando in realtà il computer era sempre lo stesso, richiedeva pubblicità differenziate che disperdevano le forze del marketing e aumentavano i costi e generava confusione negli utenti che non riuscivano a districarsi nella marea di modelli disponibili; la strategia era chiaramente perdente.

Di lì ad un paio di anni Apple sarebbe scesa rapidamente nella classifica mondiale dei produttori di PC, con IBM in testa al 57,3% ed Apple al nono posto con il 5,4%; due posizioni avanti alla italiana Olivetti che godeva del 4,9%.

Ma il peggioramento di Apple si vedrà negli anni futuri, infatti alla chiusura del trimestre, al 30 giugno 1987, John Sculley comunicava una crescita di fatturato del 42% ed un utile netto migliorato di oltre il 60%. I terribili anni ’90 erano ancora lontani!

E nello stesso periodo Sculley si portava a casa uno stipendio di 1.697.706,00 $, e risultava essere in testa alla classifica dei dirigenti più pagati della Silicon Valley!

Occorre ricordare i prodotti che Apple immise nel mercato negli anni che vanno dal 1986 al 1990.
Certamente è grazie a questi prodotti che Apple ha potuto ritardare il suo lento declino avvenuto in seguito negli anni ‘90, ed anzi, fatturato ed utili, sono ancora in percentuali positive a due cifre.

Macintosh Plus: è stato il modello di Mac più longevo, ben 1719 giorni!

1986: Macintosh Plus. Con la sua apparizione Apple usciva dal novero ristretto di utenti Professionisti, Professori e Ricercatori delle maggiori Università americane ed europee, per conquistare un posto anche nell’ area business.
Con i suoi 1024Kbyte di memoria RAM e l’adozione dei nuovi drive da 800Kbyte della Sony, questo computer consentiva una velocità superiore del 50% rispetto ai vecchi modelli. Ma la grande novità è la porta SCSI (Small Computer System Interface) che consentiva di collegare per la prima volta periferiche che restano indipendenti dal computer. Sempre sul pannello posteriore fanno la loro comparsa le nuove porte seriali RS232/RS422 che per guadagnare spazio sono stati ridotte a due Mini-Din a 8 poli.
Fino all’avvento di iMac, il Macintosh Plus è stato il modello di Mac più longevo, ben 1719 giorni.

PREZZO (iva inclusa): 3.764.613 Lire.

Macintosh SE: nella configurazione con disco floppy e disco rigido interno da 20Mbyte.

1987: Macintosh SE. A partire da questo modello Apple offre la possibilità di dotare tutti i nuovi Macintosh di schede di espansione. Esistono due configurazioni di Mac SE, una con 2 dischi interni da 800 Kbyte, l’altra con disco interno da 800Kbyte e disco rigido, sempre interno, da 20Mbyte. Al momento della sua uscita Macintosh SE ha rappresentato il personal computer più potente del mercato, anche in considerazione delle sue modeste dimensioni.

PREZZO (iva inclusa): 6.242.613 Lire.

Macintosh II: tappa storica per la Apple con un modello diverso dagli altri compatti e con l’arrivo del colore.

1987: Macintosh II. Altra tappa storica per la Apple che finalmente nella serie Macintosh inserisce un computer straordinario dotato del colore e di una struttura fisica diversa da tutti gli altri modelli compatti. La memoria RAM parte da 1Mbyte, espandibile su piastra sino ad 8Mbyte. Il processore è il Motorola 68020, ed è affiancato da un secondo processore matematico Motorola 68881 per eseguire calcoli a virgola mobile. Oltre alle memorie di massa, (sono disponibili hard disk sino ad 80Mbyte), all’interno possono essere ospitate fino a 6 schede di espansione. Naturalmente il monitor a colori è esterno alla macchina e la risoluzione grafica può arrivare fino a 640×480 punti.

PREZZO (iva inclusa): 7.422.613 Lire.

Listino ufficiale Apple del 5 Aprile 1988.

1988: Macintosh IIx.

1989: Macintosh SE/30, Macintosh IIcx, Macintosh IIci.

1990: Macintosh IIfx, Macintosh Classic, Macintosh IIsi, Macintosh LC.

1987: HYPERCARD, L’ IPERTESTO

HyperCard: tappa miliare nello sviluppo del software Apple, ispiratore dello stesso HTTP e del JAVAScript.

Ritorna alla memoria la famosa frase di Steve Jobs:

“Apple è una Azienda che sviluppa software talmente avanzato che sarà sempre costretta a progettare e produrre computers per poterlo far funzionare”!

Se si pensa che già nel 1987 tutti i Macintosh includevano il sistema operativo ed il programma HyperCard. Direte voi: che programma è questo così importante da essere inserito in tutte le macchine?

HyperCard è la prima applicazione di grande consumo fondata su due grandi concetti innovatori: l’ipertesto e la programmazione object-oriented. Assomiglia da vicino a un database, ma a differenza dei database tradizionali HyperCard è un sistema ipertestuale basato su concetti grafici. Apple ha avuto l’idea rivoluzionaria di associare l’ipertesto alla “programmazione-oggetto”, infatti l’applicazione contiene il linguaggio di programmazione HyperTalk, semplice ma potente, per manipolare dati e interfaccia grafica.

HyperCard fu creato dal “già sentito” Bill Atkinson che lo diede ad Apple dietro la promessa di rilasciarlo al mercato in modo gratuito ed ottenne un successo immediato; nessuno aveva mai visto nulla di simile su qualsiasi computer e la sua potenza e facilità d’uso sono ancora oggi insuperate. La stessa Apple non sembrò mai aver capito cosa potesse essere HyperCard, vedevano il successo dalle richieste di aggiornamento che ricevevano continuamente, ma d’altre parte trattandosi di un software gratuito, sembrava non giustificare le risorse che avrebbe dovuto dedicare per migliorarlo. Hypercard ebbe comunque un impatto significativo, ispirando anche la creazione di AppleScript, dello stesso http e del JavaScript.

Abbiamo parlato di alcuni prodotti che hanno segnato la seconda parte degli anni ’80: Macintosh Plus, Macintosh SE, Macintosh II, Macintosh SE30, Macintosh Iix, Iicx, Iici… non bisogna dimenticare tuttavia che anche la linea Apple // registrava le proprie evoluzioni: Apple //c, Apple //GS, Apple //c Plus….

LA NASCITA DEL MERCATO EDUCATION IN EUROPA

Data Port in quegli anni registrava la propria crescita in particolare nel mercato Education, Università e Centri di Ricerca, e continuava a prosperare non solo con Macintosh, che si doveva ancora affermare, ma soprattutto con Apple//.

Prof. Franco Denoth, Direttore dell’ IEI del CNR di Pisa dal 1979 al 1994 e grande conoscitore ed estimatore di APPLE //.

Non posso fare a meno di ricordare due amici: uno, mio compagno di studi alla Facoltà di Informatica, Vinicio Lami, Ricercatore del CNR presso l’I.E.I. (Istituto per l’Elaborazione dell’Informazione di Pisa), e l’altro, Franco Denoth, Direttore dello stesso Istituto dal 1979 al 1994 e mio Professore, sempre a Informatica.

Entrambi sono stati dei “Testimonials” spontanei per Apple e Data Port ed è senz’altro anche grazie a loro che Apple si poté affermare negli Istituti Universitari e Centri di Ricerca di Pisa in un modo così pervasivo da non avere forse esempi simili in altre Università Europee.
Con il Prof. Denoth, Franco, perché nel frattempo il rapporto fornitore/cliente si era trasformato in un rapporto di sincera amicizia, passavamo ore a parlare di Apple e lui stesso, con la curiosità tipica del ricercatore che lo ha sempre contraddistinto, mi mostrava le potenzialità della tecnologia Apple, molte volte a me sconosciute (ma il venditore non dovevo essere io?).

Dopo la sua prematura scomparsa (25 aprile 2006), venne istituito un Premio di Laurea a lui intitolato e Data Port volle essere tra i primi a sponsorizzarlo:

http://www.premiodenoth.it/

http://cctld.it/storia/biografie/denoth.html

Si arriva così all’anno 1987 con una forte presenza di Apple presso l’ Università di Pisa, ed è forse anche per questo che assieme a Roberto Poggio (Responsabile Education Apple Italia) e Sergio Nanni (Amministratore Delegato) si decise di programmare proprio a Pisa il Primo Convegno Apple in Italia rivolto al mondo Accademico e della Ricerca ed alle Scuole di ogni ordine e grado. Doveva essere una sorta di “presentazione ufficiale” a livello nazionale del settore Education di Apple.
Convegni di questo tipo in quegli anni ne venivano organizzati da società ben più blasonate di Apple e con “introduzioni politiche” ben più diffuse presso le Istituzioni; Società del calibro di IBM, Olivetti, Digital…
Organizzare un Convegno Nazionale rivolto a Docenti Universitari, Ricercatori, Rettori delle maggiori Università Italiane poteva anche sortire un granf flop! In fondo chi era questa Apple Computer, cosa aveva da dire di diverso o in aggiunta? Gli Istituti Universitari avevano bisogno di computers sempre più grandi e potenti, non certo di un Personal Computer che si poteva tenere sottobraccio!

Tavolo degli Oratori (dal retro) al Convegno MIND & BYTE – Pisa 1987.

Il titolo del Convegno fu “MIND & BYTE”: un Computer per pensare, un Maestro per imparare. Questo era anche il titolo del catalogo di software didattico disponibile per Apple.

Immagine della platea del Convegno MIND & BYTE: primo Convegno Nazionale organizzato da Apple Italia, rivolto ad Istituzioni scolastiche – Pisa 1987.

Per l’organizzazione del Convegno furono messi a budget circa 500.000.000 di lire; una somma non da poco se si rapporta a 23 anni orsono. Se per caso non avesse avuto successo sarebbero saltate molte teste in Apple e forse anche l’immagine di Data Port presso l’Università di Pisa ne avrebbe risentito.

Il successo invece fu oltre ogni più rosea aspettativa; i partecipanti, da tutta Italia, superarono le 300 unità: gli intervenuti erano tutti Ricercatori e Professori di Università e Scuole Superiori.

Copertina del Catalogo di software didattico rilasciato in occasione del Convegno MIND & BYTE.

Per molti di loro forse fu il primo contatto con la tecnologia Apple e, vedendo la partecipazione interessata ai vari seminari, conferenze e tavole rotonde, sono certo che lasciando Pisa si siano portati dentro tanta “Mela…nina”, che avrebbe poi condizionato le future scelte di acquisto.

Ma un altro grande evento sarebbe accaduto, sempre a Pisa, di lì a pochi mesi.

Foto ricordo con Jhon Sculley, assieme ad altri colleghi Rivenditori Education italiani, in occasione dell’ EUC Meeting di Cambridge 1986.

Nel 1986 era stata l’Università di Cambridge, Gran Bretagna, ad ospitare il secondo Apple University Consortium meeting. Il primo era stato organizzato l’anno precedente in Svezia, ma servì di rodaggio al lancio effettivo dell’EUC, avvenuto appunto a Cambridge nel 1986.
Ebbi il piacere di parteciparvi assieme a due Docenti della Scuola Normale di Pisa il Prof. Graziano Gentili (oggi Professore Ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Firenze) ed il Prof. Paolo Mancini (lo stesso ricordato nel capitolo secondo), oltre ad altri Professori di Università italiane.

In questa occasione conobbi anche molto da vicino John Sculley, presente a Cambridge per tutta la durata del Meeting.

AUC Meeting Pisa 1987: terzo appuntamento europeo di Apple con le maggiori Università Europee – Pisa 1987. Elegante biglietto d’invito in carta pergamena a rilievo.

Di cosa si trattava: sulla scia delle Università USA anche in Europa le maggiori Università iniziarono a riunirsi, una volta all’anno e con la sponsorizzazione di Apple, dettero vita all’ Apple University Consortium Europe.

Per tre giorni Docenti e Ricercatori delle maggiori Università europee si ritrovavano in incontri, dibattiti, scambi di esperienze…e tutto riguardava la piattaforma Apple.

L’anno dopo, 1987, fu scelta Pisa come sede per il terzo appuntamento dell’ EUC meeting che vide appunto Apple Italia, Data Port e Università di Pisa tra gli organizzatori della impegnativa “tre giorni”.

AUC Meeting Pisa 1987: Il Prof. Bruno Guerrini, Rettore dell’ Università di Pisa, saluta gli intervenuti al 3° AUC Meeting – Pisa 1987.

Dal 29 marzo all’ 1 aprile del 1987 Pisa ospitò gli oltre 400 Convegnisti provenienti da tutta Europa presso il Centro Congressi dell’ Università ed i problemi che si dovettero affrontare furono davvero tanti.

Uno fra tutti dove ospitare così tante persone. Oggi sembra una cosa irrisoria, ma venti anni fa’ la recettività di Pisa, sebbene sia sempre stata una città turistica, era molto scarsa. Si dovettero prenotare alberghi sulla costa della vicina Versilia e Tirrenia ed organizzare dei Bus-navetta per Pisa mattina e sera.

La cerimonia di apertura del Meeting vide come oratori:

AUC Meeting Pisa 1987: la prolusione di Lord Adrian, Vice Rettore dell’Università di Cambridge.

AUC Meeting Pisa 1987: passaggio delle consegne e stretta di mano tra Lord Adrian ed il Prof. Guerrini.

Lord Adrian – Vice Rettore dell’ Università di Cambridge che consegnò a Bruno Guerrini – Rettore dell’ Università di Pisa, l’ AUC Trophy, simbolo del Consorzio che ogni Università organizzatrice custodiva per un intero anno.
David Hartley – Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università di Cambridge.

AUC Meeting Pisa 1987: l’ AUC Trophy, simbolo del Consorzio Apple e le Università Europee. In consegna all’Università di Pisa che lo passerà l’anno dopo a quella di Salamanca.      Giorgio Gallo – Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università di Pisa.
Edoardo Vesentini – Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa.

AUC Meeting Pisa 1987: l’ AUC Trophy, simbolo del Consorzio Apple e le Università Europee. In consegna all’Università di Pisa che lo passerà l’anno dopo a quella di Salamanca.

AUC Meeting Pisa 1987: il Prof. Piero Maestrini, Preside della Facoltà di Scienze dell’ Università di Pisa, consegna una stampa raffigurante il Battistero e la Piazza dei Miracoli, al Prof. David Hartley, Direttore del Dipartimento di Informatica dell’ Università di Cambridge.

Il Gala Dinner, la sera del 30 Marzo, fu organizzato all’interno del Palazzo del Vescovo, in pratica a casa dell’Arcivescovo, aperto eccezionalmente per ospitarci.
La cena fu preceduta da un Concerto d’ Organo nella Cattedrale, in Piazza dei Miracoli!

Il programma, vedi foto a fianco, prevedeva decine e decine di Conferenze, Seminari, Workshop, Sessioni di lavoro parallele, ma la cosa che più colpiva era la grande Expo che venne allestita direttamente da Apple Europa,

AUC Meeting Pisa 1987: Day by day; il programma di lavoro dei tre giorni della Conferenza.


sempre all’interno del PalaCongressi con centinaia di Apple Macintosh, Monitor, stampanti Apple LaserWriter, nonché decine e decine di stand dove Produttori indipendenti e Ricercatori delle varie Università, dimostravano le numerose applicazioni sviluppate già allora su Macintosh.

WHEELS FOR THE MIND: la preziosa bicicletta in argento donata da Apple a Data Port per il prezioso contributo dato in occasione della Conferenza AUC di Pisa.

La targa del quarto EUC meeting tenutosi presso l’Università di Heidelberg che riporta il titolo della Conferenza: SHARING INNOVATION – HEIDELBERG ’88.

Il contributo dato da Data Port nell’ occasione fu certamente importante, soprattutto nel coordinamento delle varie attività che richiedevano un collegamento con il territorio e con le Istituzioni locali.
Come riconoscimento per l’attività svolta Apple donò a Data Port una bicicletta in miniatura tutta in argento, simbolo dell’ Apple University Consortium. La targhetta apposta infatti riportava lo slogan “WHEELS FOR THE MIND” PISA ’87.

E proprio “RUOTE PER LA MENTE” era ciò che Apple voleva comunicare al mondo Educazionale: un Macintosh per ogni studente!

La felpa ricordo della Conferenza di Heidelberg ’88.

Foto del gruppo italiano partecipante ad HEIDELBERG ’88: Docenti, Rivenditori Apple Education e funzionari di Apple Italia. Seconda, da sinistra in basso, la Dr.ssa Rita Antonelli di Apple Italia alla quale, assieme a Roberto Poggio, si deve gran parte di merito per il successo che Apple incontrava tra tutte le Università italiane in quegli anni.

L’anno successivo, 1988 dal 6 al 9 Aprile, fu il turno dell’ Università di Heidelberg in Germania ad ospitare il quarto European University Consortium Apple.

Anche in questa occasione ebbi il piacere di partecipare assieme ad una nutrita schiera di Docenti di varie Università italiane.

Il quinto EUC Meeting, nel 1989, fu tenuto in Spagna presso la storica Università di Salamanca.

A Parigi invece, presso la Sorbonne, fu indetto l’ EUC nell’anno 1991.

EUC Meeting Parigi 1991: felpa ricordo.

Credo che quello francese sia stato anche l’ultimo dei meeting organizzati da Apple in collaborazione con le varie Università europee; sicuramente la crisi, anche economica, per Apple iniziava a farsi sentire e gli anni ’90 non sarebbero stati anni fortunati per Cupertino.

Io che ho vissuto a pieno il clima dei primi tre EUC Meeting, posso testimoniare che quegli incontri sono stati essenziali per Apple ed anche un incentivo a proseguire per la propria strada; quando tutti gli individui, tutte le aziende, piccole e grandi, iniziavano a voltarci le spalle, avere il consenso dei più prestigiosi Atenei, avere dalla nostra parte Professori e Ricercatori che per “mestiere” proiettavano in avanti le loro conoscenze, ci ha aiutato a restare nella nostra “nicchia” con la convinzione che non sempre pensare diverso o essere minoranza, significa stare dalla parte sbagliata!

CONTINUA……….se ne avrò voglia!

Prossimo Capitolo: Come Missionari: sempre in cammino.

Se qualcuno avesse tempo da perdere e desiderasse essere informato dell’uscita di altri capitoli di questa storia può richiedermelo direttamente, a conti@dataport.it e ne riceverà comunicazione.
Sempre al mio indirizzo potete rivolgere critiche, domande o aggiungere vostre esperienze che riguardino la nostra storia e quella di Apple, per dar vita così ad un libro scritto a più mani.