| |
 |
| |
Una raccolta di aneddoti, ricordi e curiosità sulla
vita del Mac e delle persone che lo amano.
(A. Mondadori-2005) |
1979
– FOLGORATO SULLA STRADA DI…….CUPERTINO
dal libro “Facce da Mac” di Alberto Pucci
edito da Mondadori Informatica (2005):
….. 1979. Segnatevi quest’anno. Perché la nostra storia, la
storia di tutti quanti noi fan italiani della mela morsicata comincia proprio
in quell’anno, quando Apple mette il piede sul suolo italico con i primi
modelli leggendari.
Il nostro racconto parte da Reggio Emilia e inizia con un ringraziamento sentito
a un rivenditore di lavatrici ed elettrodomestici, infatti è merito di
quest’ultimo se in quell’anno Apple sbarca nel nostro bel paese.
Sì…avete letto bene…
R-I-V-E-N-D-I-T-O-R-E-D-I-L-A-V-A-T-R-I-C-I-!.
La leggenda narra che tale Dario Conti, uno
dei primi laureati in informatica in Italia che poi diventò uno dei primissimi
rivenditori italiani con la sua Data Port, vide
questo fantastico oggetto, un APPLE //, in mano
a Vittorio Maria Lasagni.
Lasagni, proprietario di una catena di negozi di elettrodomestici a Reggio
Emilia, fu talmente lungimirante da portare qui da noi un Apple
// e, successivamente, incontrare Conti per avere un parere sulle reali
possibilità commerciali in Italia dei computer Apple:
“Mi contattò – racconta Conti – attraverso un amico
di Milano laureatosi con me lo stesso giorno nel 1972
e, insieme a lui, andammo da Lasagni per vedere questo computer. Ci chiese subito
se, secondo noi, poteva avere mercato anche qui. Lui da commerciante cercò
subito di “vederci” il business, noi da tecnici eravamo estasiati
e cercavamo di capire le potenzialità dello sviluppo della piattaforma”.
In un’intervista al quotidiano toscano Il Tirreno,
Dario Conti racconta come rimase fulminato da quello scatolotto beige: “Mi
resi conto fin da subito che stavamo toccando con mano un oggetto rivoluzionario.
Pensavo che l’informatica sarebbe stata sempre destinata ad addetti ai lavori,
ma quel computer mi dimostrò che questa materia, così affascinante,
poteva essere diffusa tra la gente”.
_______________
Detti subito le dimissioni dall’ azienda americana per la quale lavoravo,
Honeywell Information System (l’ alternativa allora ad IBM!) e pensai a
far nascere Data Port.
Anche se l’ attività iniziò quasi subito, la data di nascita
effettiva in Camera di Commercio risale al 22 Gennaio
1980.
 |
|
| Entrai in tipografia , il
tipografo aprì il cassetto dei piombi a stampa e così fu scelta
la“font”, assolutamente introvabile tra i caratteri digitali di oggi. |
|
Perché
il nome Data Port?
Hanno continuato a chiedercelo per molti anni a seguire, ultimamente meno.
Come termine tecnico Data Port significa un circuito logico per input e output
di dati…
Noi lo abbiamo inteso, anche come Porta dei Dati, ovvero la nostra azienda è
la Porta che ti fa entrare nel mondo dei Dati, dell’ informazione, della
conoscenza…
Ma ora che si fa?
E’ vero, noi sappiamo che Apple // porterà
la rivoluzione nel mondo dell’informatica, ma come fare a farlo sapere anche
al mondo vicino e, soprattutto, come fare per tirar fuori uno stipendio a fine
mese?
A quei tempi “comunicare” non era così facile come oggi
e soprattutto “comunicare Apple”.
Parlare di computer voleva dire parlare di grossi main frame dal costo di svariate
centinaia di milioni di lire, che solo banche e grandi aziende potevano permettersi.
E noi volevamo andare nelle aziende e tra i professionisti a vendere computer
da 5.000.000 di lire!
 |
|
| 1° di Copertina |
|
MISSION
IMPOSSIBLE?
La prima cosa che avevo da comunicare era la mia faccia; inoltre si doveva
dire cosa Data Port avesse da offrire al mercato.
| |
 |
| |
4° di Copertina |
Questa
è la prima brochure fatta nel 1980 nella
quale Data Port offriva tutto quello che poteva (se serviva a fatturare!), nel
campo dell’informatica: consulenza, analisi e progettazione, corsi di formazione,
seminari per manager e titolari di azienda e, alla fine, vendita di personal
computer Apple. Da notare la grafica della prima
di copertina, tutta fatta a mano dal consulente grafico (Illustrator…Photoshop…Freehand…dove
eravate?!).
 |
 |
| 2° di Copertina |
3° di Copertina |
…da Apple/…….a Mac:
 |
|
Steve Jobs davanti al garage di casa, sede di Apple Computer. 2066 Crist Drive, Los Altos, California |
|
Il
primo personal computer con il nome Apple/ vide
la luce nel 1976, poco più di un prototipo,
costruito in pochissime quantità per amici ed affezionati.
| |
 |
| |
Introdotto nel 1977, nel 1984 la base di installato ammontava a 2.000.000 di unità. |
Nel
1977 inizia la vera e propria produzione del personal, con il nome Apple//;
ne furono venduti in quell’ anno poco più di 500
esemplari.
Come detto, da noi in Italia dobbiamo attendere il 1979,
anno in cui Vittorio Maria Lasagni con la sua IRET di Reggio
Emilia, iniziò ad importarne qualche esemplare.
La vera e propria distribuzione tuttavia inizia nel 1980
con la nascita dei primi Rivenditori sparsi in Italia e Data Port, che aveva incoraggiato
Lasagni in questa nuova avventura, fu il primo di questi.
| |
 |
| |
Menù della cena offerta dalla IRET al Casinò di Campione d'Italia - 1981. |
Nel
mese di Febbraio 1981 fu organizzata a Campione
d’Italia
la prima “Convention” IRET Informatica a cui partecipammo non più
di 15 Rivenditori, la totalità italiana.
Restava da risolvere un problema di non poco conto:
A CHI vendere un Personal Computer? per farci COSA?
La prima decisione fu di cercare tra i miei compagni di Universita’ e
studenti di Informatica un aiuto per scrivere dei Programmi applicativi per piccole
aziende commerciali o manifatturiere.
Da notare già dall’inizio, ma lo sarà anche in seguito,
quanto abbia influito per la crescita di Data Port, avere
a Pisa la prima Facoltà di Informatica d’Italia, inaugurata nel 1969.
Le prime vendite avvenivano in questo modo:
si andava in un’ azienda con il nostro Apple, lo si accendeva e si cercava
di convincere il Titolare di quanto un personal computer fosse indispensabile
per lo sviluppo della sua azienda. Ma in effetti non avevamo niente da mostrare!
A vendita conclusa, tutti a casa o in ufficio a scrivere
i programmi necessari o a modificarne altri simili scritti in precedenza;
alla fine l’installazione del Personal e dei programmi
non richiedeva meno di 4 o 5 settimane.
Poi si doveva tornare diverse volte dal Cliente a modificare sul posto codici
di programma che davano errori non previsti.
Uno dei nostri primi clienti di Livorno, al quale
resto sempre affezionato, aveva (ancora oggi gestita dal figlio) un’attività
di vendita all’ingrosso di molluschi, frutti di mare, crostacei; si andava
a fare le correzioni ai programmi vestiti con giacca a vento e scarponi che tenessero
caldo ai piedi sollevati da terra per evitare il via vai di gatti attirati dall’odore
del pesce e di topi che cercavano di sfuggire ai gatti.
Con le prime vendite si iniziava a sentire l’esigenza di un programmatore
a tempo pieno; si trattò di un neo laureato in informatica (110
e lode), che ancora oggi è in forza alla Data Port, e che avrà un
ruolo fondamentale negli anni a venire per quanto riguarda il successo di Apple
e Data Port nel mondo Universitario e della Ricerca a Pisa.
Ma attenzione:
 |
|
Copertina del manuale di VISICALC (Personal Software Inc. 1981). Il primo software 'killer application' per Apple //. |
|
nell’
Ottobre del 1979 venne pubblicato in America, e
forse sono in pochi a ricordarlo, un Programma scritto esclusivamente per Apple//:
VisiCalc
questo programma aiutò notevolmente l’introduzione di Apple//
nel mondo delle aziende in quanto finalmente un Personal
Computer poteva diventare estremamente utile per le stesse.
Era stato scritto da uno studente dell’ Harvard
Business School MBA e da un collega del MIT, entrambi poco più che
ventenni.
| |
 |
| |
Floppy Disk originale da 5,25 pollici, contenente il programma VisiCalc per Apple // 48k. |
Si
trattava del primo programma, in seguito si dirà “foglio
elettronico”, utilissimo a risolvere problemi complessi di pianificazione
finanziaria “what if”, stabilendo relazioni
matematiche tra numeri.
Dal suo germe nasceranno Supercalc, Lotus 1-2-3, Multiplan,
Excel.
E’ plausibile che VisiCalc sia stato il
primo “killer application”.
Destava talmente interesse a chi riusciva a capirne le potenzialità,
che molte aziende e qualche Professionista, acquistava l’ Apple solo per
poter usufruire del VisiCalc!
Pensate ad oggi; chi può fare a meno dell’ utilizzo di un Foglio
Elettronico?
| |
 |
| |
Apple /// (in foto con disco rigido Profile 5MB), chiamato in codice Sara, si dimostrò il primo insuccesso di Apple. |
Nel
1981 all’ ormai collaudato Apple// si affianca
il più serioso Apple///.
Nell’ intento di Apple, mentre Apple// si indirizzava all’ home
computing e hobby, Apple/// avrebbe dovuto essere
orientato alle aziende.
In effetti si trattò di un “fiasco”. Le prime macchine dettero
dei difetti in percentuale non accettabile, oltre il 20%; l’ anno dopo ripresero
le spedizioni di Apple/// revisionato ed oltre 2.000 sistemi
della prima serie furono rimpiazzate.
Noi ne vendemmo alcuni esemplari, ma in effetti furono più i problemi
che ne derivarono che le soddisfazioni. Modello sfortunato destinato a scomparire
dal listino di lì a pochi anni.
In Apple si andava dicendo che Apple/// era come un bambino
concepito durante un’ orgia di gruppo, si erano talmente ubriacati
che tutti dicevano “non è figlio mio”.
Ma il 1981 fu anche l’ anno che segnò
l’inizio dell’ “entrata in campo”
dei Big dell’informatica storica: il
12 agosto di quell’ anno IBM
introdusse il suo primo Personal Computer. Ora si
poteva “finalmente” dire che fosse iniziata l’era del Personal
Computer, per questo ci voleva un colosso come IBM,
non si poteva certo dare troppo affidamento ad un computer nato in un garage dalla
mente di due studentelli neppure troppo studiosi!
Il primo commento di Steve Jobs: “è
curioso che la più grande azienda al mondo, l’IBM, non sia stata
capace neppure di avvicinarsi all’ Apple//, progettato in un garage sei
anni prima”.
E Bill Gates (ancora signor Nessuno): “Ero
in Apple il giorno dell’annuncio del Personal IBM. A nessuno interessava
niente. E’ dovuto passare un anno perché capissero cosa fosse accaduto”.
Il
24 agosto, 12 giorni dopo l’annuncio di IBM,
Apple acquisterà una pagina intera sul quotidiano
Wall Street Journal, titolando:
 |
|
| Apple dà il benvenuto a IBM nel mercato dei PC, ma auspica una 'competizione responsabile'. |
|
Welcome,
IBM. Seriously.
Forse nessuno in Apple aveva compreso il pericolo
che ne sarebbe derivato di lì a qualche anno.
Già due anni dopo, nel 1983, la quota di
mercato di Apple oscillava tra il 20% ed il 21%, mentre IBM aveva già superato,
in soli due anni, il 25%.
La tentazione in Data Port di scendere dal cavallo
più bello e più intelligente, per salire su quello più sgualcito,
ma destinato a vincere sempre, fu fortissima. Tanti dei nostri colleghi di allora
lo fecero e forse in seguito se ne saranno pentiti?
Devo confessare che un “abbocco” lo avemmo anche noi, ma siccome
dopo quasi un anno non eravamo riusciti a vendere neppure un PC, fummo disdettati
ignominiosamente.
Una scappatella che servì a rafforzare la convinzione, certamente non
priva di presunzione, che la tecnologia di Apple fosse migliore, se non la migliore,
tra quelle che stavano conquistando la grande maggioranza delle aziende e delle
persone.
CONTINUA……….se
ne avrò voglia!
Prossimo Capitolo: ...e LISA partorì MAC
Se qualcuno avesse tempo da perdere e desiderasse essere informato dell’uscita
di altri capitoli di questa storia può richiedermelo direttamente, a conti@dataport.it
e ne riceverà comunicazione.
Sempre al mio indirizzo potete rivolgere critiche, domande
o aggiungere vostre esperienze che riguardino la nostra storia e quella di Apple,
per dar vita così ad un libro scritto a più
mani. |